West Coast 2006

Io e il nano a caccia di f.... abio

 

L'ultima avventura dell' "Agenzia Investigativa 3 pirla"

   

Luca Dammiani è sempre stato il mio socio nell'Agenzia investigativa, l'abbiamo fondata insieme ed insieme abbiamo decisa di chiuderla... Marco ci manca troppo, la sua scomparsa ha cambiato le nostre vite per sempre. Ma prima troveremo i responsabili della sua morte e lo vendicheremo... Con gli ultimi soldi rimasti compriamo due biglietti di sola andata per Los Angeles, California. Abbiamo saputo, da un informatore, che Don Peppino Lo Nobile si nasconde sulla West Coast e lì è stato raggiunto da The Kennet... il killer professionista che abbiamo già incontrato un paio di volte e che voi avete conosciuto con gli pseudonimi di O'Kenneth e di Chenetis.

Dopo 13 ore nel gelo della stiva dell'aereo (noi i soldi per quello avevamo) atterriamo al LAX di L.A. e prendiamo in prestito (ok, rubiamo) una macchina. Guido io, come sempre.

  Los Angeles: gigantesca metropoli della California del sud... un rettangolo di 70 km per 50... per un totale di più 1.200 km quadrati in cui cercare due persone! Proviamo ad andare sulla costruzione più alta, ovvero la torretta di David Hasselhoff in Baywatch. Da lì dominiamo l'intera area metropolitana... Luca, che fra i boulevard della città degli angeli si trova perfettamente a suo agio, mi guida sulla collina di Hollywood, agli Universal Studios, dove mette a rischio la propria vita in un corpo a corpo con lo squalo del film, fra le ville di Beverly Hills e sulle spiagge di Santa Monica e di Venice Beach ma dei fuggitivi nemmeno l'ombra. Forse hanno saputo del nostro arrivo o forse, più semplicemente, sono andati a cercare caldo più a sud. Con il nostro sgangherato mezzo (non parlo di Luca) raggiungiamo la città dei Padres.
Appena arrivati a San Diego l'auto ci lascia a piedi e quindi prendiamo in prestito (ok ok, rubiamo come sempre) un autobus. Questa volta guida il nano e non arriviamo più, è lento, lento, lentoooo)... uff. Ci avvisano che i due bastardi sono stati visti nei dintorni del porto vicino ad una vecchia portaerei. Ci mimetizziamo, li cerchiamo, ma niente, di loro nessuna traccia. Ci indirizziamo quindi nella Old Town dove tutti i messicani ci dicono: "ehy gringo... mira il dito"... il medio... 'sti stronzi. Li cerchiamo al Sea World... dei due niente, ma fra un branco di leoni marini ci pare di scorgere una figura amica... il Cico, ma no, non è possibile, lui non c'è più. Anche qui sul confine niente! Forse è meglio spostarsi un po' più all'interno... e conoscendo i nostri polli (soprattutto l'irlandese) non possono essersi rifugiati che nella città del peccato.
Con 'sto cazzo di furgone... nel deserto, fra città minerarie e serpenti a sonagli la strada sembra non finire mai... ma all'imbrunire scorgiamo, dietro una collina the fabulous Las Vegas. Prendiamo alloggio al Sahara, un bellissimo albergo... peccato solo per la sabbia in mezzo alle ball.... ehm... entriamo in tutti gli alberghi.. ci pare di riconoscerli fra i nani del Circus Circus... ehm.. invece era il mio compagno di viaggio, poi fra i gondolieri del Venetian, il leoni del MGM, le tigri del Mirage, sulla torre Eiffel al Paris, sul Brooklyn Bridge del New York New York e nella piramide del Luxor... non li troviamo ed in più, beffa delle beffe, perdo pure 100$ alla carta più alta... e dire che avevo un Kappa... menagramo d'un menagramo.
Lasciamo la contea di Clark e visitiamo il Grand Canyon, dove mi libero del nano gettandolo nel burrone. Va bene tutto, ma cavoli, era più un impiccio che altro... tanto di sicuro non si è fatto niente e presto lo ritroverò sulla mia strada, come si dice l'erba cattiva non muore mai. Ed infatti rieccolo che mi aspetta nella sua famosa posa da sirenetto all'imbocco della Death Valley (così chiamata proprio perchè il nano ci è caduto dentro nel 1885... mmmm... forse questo è un altro film). D'accordo che non muore mai, ma qui cresce proprio in fretta (vabbé dai, forse non è la frase più azzeccata visto di chi stiamo parlando).
   Li cerchiamo fra i tornanti di questa strada, il pericolo può essere dietro ogni curva, ed invece dietro ogni curva ci fermiamo perché Luca deve fare pipì... ma quanto piscia il nano?? Cioè voglio dire, uno così piccolo dovrebbe pisciare una, massimo due volte al mese.... lui invece la farà almeno 3 volte all'ora!! Ma dove la tiene? Che c'ha un sacchettino nel suo immancabile marsupio? E poi è lento, lento, lentoooo.
Ed arriviamo nella baia di San Francisco. Andiamo prima sull'isola di Alcartaz, ma è tempo perso, nel senso che proprio lo perdiamo e non solo il tempo... non trovavo più il nano, lo cerco nella cella di Al Capone ed in quella di Clint Eastwood... niente, nelle fogne da dove Sean Connery è fuggito, ma lì del nano c'era solo l'odore... alla fine si era appisolato nel nido di un gabbiamo... 'sto maledetto. Proviamo a prendere il cable car, ma il nano, che lo vuole assolutamente guidare, indossa il suo famoso cappello da ferroviere e sale e scende le collinette di Frisco... "ma così perdiamo tempo" gli dico e lui "ok, scendiamo velocemente per quella strada"... la Lombard Street.... 2 ore per per fare 100 metri ('sto cazzo di un hobbit), lo porto a Chinatown, dove tutti e dico tutti sono più bassi di lui e finiamo al Pier 39... dei maledetti nemmeno un capello, ma lì, in mezzo ad un gruppo di persone vediamo una figura che ci è famigliare, una figura che bagna i nostri occhi per l'emozione... quella del nostro Cico. Forse i miracoli capitano davvero...

 

La trilogia sulla agenzia investigativa tre pirla finisce qui, come immagino finisca la mia amicizia con Fabio, Marco e Luca... forse ho esagerato, ma chi se ne frega... io sono il bastardo :-)

   
 

THE END