New York City 2007

Again...

 

Finita la stagione invernale devo decidere dove andare in vacanza. Ma poi perché andare in un posto nuovo, perché cercare il caldo, il bel tempo, il mare, i boschi, i prati, lo shopping, lo sport, la musica, il divertimento, gli amici, i musei e il buon cibo, quando trovi tutto in un unico posto. NYC ragazzi, si torna a casa!

       

Arrivo al JFK e dopo la lunghissima coda all'immigration prendo l'Airtrain fino a Jamaica Station, poi la subway E, direzione Time Square. Dallo scorso dicembre mi ero chiesto parecchie volte come sarebbe stato il mio ritorno nella grande mela, che effetto mi avrebbe fatto rivedere i luoghi in cui avevo realizzato il mio sogno... beh semplicemente mi è sembrato di essere tornato a casa. Usare la metro, arrivare a Time Square, cambiare linea e scendere vicino a Central Park... tutte cose che mi sembrava di aver fatto il giorno prima, mi sembrava di non essermene mai andato.

       

Avevo scelto l'albergo sulla Central Park West e 106esima Street perché volevo "vivere" ancora nell'Upper West Side, perché volevo respirare ancora l'aria di Central Park, la parte che adoro di più nella città che amo di più. Arrivo in camera alle 8 di sera, per il mio corpo sono le 2 di notte, ma non sono stanco per cui esco e raggiungo Marcello (il dj sardo che mette musica americana in un locale irlandese conosciuto lo scorso autunno a scuola e casualmente a NY in questo stesso periodo) sulla 125th per due chiacchiere e una cenetta.

Martedì mattina esco di buon ora per farmi una passeggiata nel parco... è sempre bellissimo, coi colori dell'autunno come lo avevo lasciato o nel risveglio della primavera rimane quell'oasi di pace e di serenità che è sempre stato, è davvero una delle meraviglie del mondo. Dopo mi trovo con Giada (la ragazza di Verona che vive sulla 72esima) per salutarci e per farci una colazione molto molto americana, uova, bacon e patate. Dopo aver mangiato prendo la subway rossa e scendo alla 72esima, la mia vecchia fermata. Alcune cose sono cambiate, un palazzo è stato distrutto, alcune impalcature non ci sono più, ma la vita, l'atmosfera che si respira in quella zona, quella sì è sempre la stessa. Ho sempre adorato vivere in quella zona, sempre così attiva, sempre piena di gente che al mattino va al lavoro, al pomeriggio fa la spesa mentre di sera, con aria più rilassata, si gode il proprio Neighbourhood passeggiando con in mano un gelato o sedendosi a bere qualcosa nei tavolini esterni di uno dei mille café.

Poi rientro nel parco, scendo fino alle fine e prendo la 5a in direzione sud... la via dello shopping. Vado all'Apple Store e da Abercrombie and Fitch, il negozio più fico di NYC.

       

Ma se di giorno la vita di New York è tanto bella quanto caotica quando scendono le tenebre la città acquista un fascino unico. Adoro la notte della "mia città", adoro uscire tardi, prendere la metro per andare a mangiare una bistecca nella Steak House di Michael Jordan oppure una pizza da Grimaldi. Mi fanno impazzire le black disco o il 40/40. Amo fermarmi a guardare il panorama più incredibile del mondo dal River Café o dal parco nel Queens. Le luci dei palazzi e dei ponti cambiano completamente lo skyline ed il suo quartiere più caratteristico inizia a vivere... il Greenwich Village. Martedì sera decido di godermi la nightlife di questa zona con Marcello e Giada e lei porta le sue nuove amiche. Maria (una psicologa in città per il master), Antonella e Federica (due biologhe a New York per il dottorato), insomma tre ragazze sfortunate. Il Village non è ordinato come midtown e uptown, qui le streets non hanno più un numero ma un nome e non sono più proprio dritte... diciamo che è un bel casino di vie piene di locali dove i giovani della città amano trascorrere la notte. Il bello della notte è anche muoversi senza paure con la metropolitana o a piedi... il rischio più grosso è quello che chiudano qualche linea per le sistemarla, una notte Federica ed io siamo rimasti fino alle 5 nella Stazione di Columbus Circle, per colpa dei lavori, un'altra stavamo facendo la stessa fine per colpa.... di Giada.

Ma New York è anche un paradiso dello sport made in U.S.A. e Madison Square Garden e Yankees Stadium sono la loro mecca. Non mi aspettavo fosse tanto bello il basket femminile, non pensavo ci fosse tanta partecipazione e tanto contorno per le New York Liberty e poi la partita è stata tiratissima fino alla fine, punto a punto contro Washington, ma alla fine abbiamo vinto noi. Ho visto gli Yankees battere i Boston 8 a 5 in quella che è la rivalità più accesa nelle MLB ma poi perdere con Los Angeles. Il baseball è lo sport tradizionalmente più americano e più patriottico. E' meraviglioso vederli tutti in piedi con la mano sul cuore e rivolti verso la bandiera durante l'inno ed è stato da brividi vedere, quando nel mio settore sono entrati quattro marinai, tutto il pubblico applaudirli e incitarli come se fossero eroi... that's America.

       

La domenica, nei quartieri residenziali come l'Upper West Side è facile trovare i mercatini. Il 27 ce n'era uno sulla Broadway tra la 72esima e la 86esima. Bancarelle di dolci, crepes, limonate, polli arrosto, patatine e persino quello di Starbucks per lanciare il nuovo e buonissimo Frappuccino all'arancia. Io mi sono comprato una bellissima maglietta con la scritta "UPPER WEST SIDE - NEW YORK CITY",  così che tutti sappiano da dove vengo.

Dopo il mercato, Giada, Federica ed io, ci siamo fatti una passeggiata a Riverside Park. E' il posto più bello dove godersi il tramonto, quando il sole va a "nascondersi" nel New Jersey, appena al di là dell'Hudson River.

       

L'ultima sera tutti insieme abbiamo optato per una cena in un carinissimo ristorante a Riverside Park... ma poi in camera presto... lo so era la mia ultima notte a casa... l'ultima notte dentro il mio sogno... non vedo l'ora che venga settembre, per andare di nuovo in ferie, dove? A New York City, of course!