New York 2004

 

       


 

 

 

 

Luca: "Quei maledetti dei miei amici non vogliono venire in America" - Rizzo: "Con te ci vengo io!" - Luca "Ok"... e così è rinato un sogno. Era più o meno fine marzo quando abbiamo iniziato i preparativi (a noi 2 poi si è aggiunto Edo), tutto in gran segreto. E quel mese è volato...

20 aprile 2k4 - The Day After Tomorrow

Partenza alle 3 di notte, poi Venezia, Madrid e alle 15 (magie del fuso orario) siamo al JFK di New York. Prendiamo il taxi e iniziamo a vedere la grande mela... i quartieri con le case tutte uguali, i playground e sullo sfondo i grattaceli di Manhattan.

Il nostro albergo, sulla 29esima tra la 4a e la 5a, è piuttosto piccolino e appena entriamo in camera subito la prima brutta notizia... ci sono solo due letti!!!! ma noi siamo in tre!! Scendiamo alla reception e ci dicono che hanno solo camere da 2 letti. Uff... ma vabbé ci adatteremo, in fondo i letti americani sono enormi. Ora affrontiamo il secondo problema.. i nostri biglietti per andare al Madison sono in un altro albergo!!! Ci andiamo e per mezz'ora cerchiamo di farci capire da una addetta al front desk che ogni volta che si allontana per cercarli  ritorna scuotendo la testa dicendo che i biglietti non ci sono. Ma quando lo sconforto ci sta per sopraffare arriva con in mano una busta FEDEX... i nostri biglietti.. i nostri biglietti!!!

In una città come New York ci sono talmente tante cose da vedere che occorre ottimizzare i tempi per cui.... sveglia alle 6 (e se non ci pensava la sveglia lo facevo io con il mio leggero russare), relax di una mezz'ora guardando Tg e leggendo lo USA TODAY e poi fuori, rapida ma abbondante colazione allo STARBUCKS e il nostro giro ha inizio. Il mercoledì l'abbiamo dedicato allo shopping facendoci la 5a Avenue fino a Central Park. Ci sono una marea di negozi da vedere, di palazzi da ammirare e fotografare e meno male che con noi c'era "Rizzo mano ferma" in grado di rendere mosse e sfuocate anche le fotografie che scattava qualcun altro ;-). Abbiamo iniziato a comprare qualcosina... si si, proprio poco, infatti a fine vacanza ci saremo portati via, 3 pantaloni, 10 paia di scarpe, una decina di cappellini e una ventina di t-shirt, il tutto aggiunto ad un numero indefinito di gadget, souvenirs e cazzate che tanto piacciono a me :-)

 

 

 

 

Il giovedì è il grande giorno del Garden. Io sono già stato ad una partita NBA (nel '99 a Sacramento), ma mai sarà emozionante come un Playoff al Garden. Abbiamo quindi deciso di passare tutta la giornata in zona per cui al mattino visita sull'Empire State Building. C'era un po' di foschia ma, dall'alto dei suoi 89 piani, siamo riusciti ad ammirare tutta lo splendore di questa magnifica città, con il sangue giallo che scorre nelle sue vene. Dopo pranzo ancora un po' di shopping, perché dovevamo comprare qualche altro paio di scarpe e poi andare alla ricerca, in almeno 50 farmacie, del mitico Carmex :-), ma alle 5 (aprivano alle 6) eravamo lì.. all'ingresso. Ci siamo fatti dipingere il viso con i colori dei Knicks, abbiamo assistito allo spettacolo pre-gara e poi siamo entrati nel tempio!! Siamo stati sul parquet, abbiamo visto Marbury, poi lo stadio ha iniziato a riempirsi... e alle 7.. l'inno nazionale. Tutti in piedi, in silenzio, con la mano sul cuore. Bellissimo il primo tempo e poi lo show nel half time... un tipo, uno qualunque, è stato scelto per il suo quarto d'ora di celebrità, quando, con un canestro da metà campo, si è portato a casa 50.000 $. La partita è finita con la vittoria dei Nets, ma per noi rimarrà sempre un'emozione fortissima.

 

Il venerdì è stata la giornata più dura... ci siamo fatti tutta l'isola fino alla punta più meridionale. Siamo scesi lungo la 5a fino a dove le street perdono il numero e guadagnano un nome.. siamo passati per Chinatown, dove il nostro shopping è continuato, poi per Little Italy, abbiamo visto il city Hall e ci siamo fermati a Ground Zero. 6 anni fa, nella mia prima visita qui c'erano 2 enormi torri... ora, dopo il passaggio della follia integralista c'è un buco.. le torri sono crollate e con loro il sogno americano... che però sta rinascendo... infatti l'enorme cratere lasciato da quello che fu il World Tride Center è pieno di operai pronti a dare vita al nuovo progetto. Dopo il giusto tempo dedicato a questa tragedia siamo stati a vedere Wall Street. Di ritorno Edo (che se fosse venuto coi suoi amici avrebbe visto un quarto delle cose ma sicuramente tutti i pub, topless bar e locali dove diano da bere) si è voluto fermare a Time Square in un TGI FRIDAY'S per bere una birra... ma a 7 $ è stata anche l'unica che abbiamo bevuto. Per cui ci siamo fatti una partita di basket allo ESPN ZONE.

 

 

 

 

 

 

 

Il sabato di buon ora abbiamo preso la metropolitana che ci ha portato fino a Battery Park e da lì, dopo un'ora di coda e i soliti controlli, con il traghetto siamo andati a Liberty Island... l'isola della Statua della Libertà. Le solite fotografie e poi un passaggio veloce su Ellis Island. Tornati sulla grande isola siamo andati a farci un giro prima al bellissimo Pier 17, che sarà perché era sabato pomeriggio o perché la giornata era stupenda, era pieno di ragazze ;-).. dopo aver comprato un paio di cappellini e dopo aver vinto le resistenze di Richard ci siamo attraversati il ponte di Brooklyn!! Abbiamo visto i ragazzi che con BMX e skateboard facevano evulzioni e una volta giunti nell'altro quartiere abbiamo preso la metro per tornare in albergo. Abbiamo cambiato giro e siamo scesi sulla lontana 8a Avenue e abbiamo visto zone più vere, lontane dai circuiti turistici e più vicine al vero standard U.S.A.

Di difficile era ordinare la da mangiare, quando non si andava a mangiare in un fast food. La nostra, anzi la mia, prima esperienza in una Steak House è stata drammatica... volevo una bistecca ma non ho capito nulla di quello che c'era sul menù, per cui ho ordinato la prima cosa che contenesse della carne, e mi hanno portato.... una minestra!!

 

Domenica... Central Park. Passeggiata sulla Lexington (che quel giorno era stata trasformata in un'isola pedonale e poi arrivo al parco. Abbiamo giocato a football, ci siamo guardati un paio di partite di baseball e siamo andati allo zoo. La domenica è il giorno che gli americani lasciano le proprie case per godersi quell'immenso polmone verde che è il loro parco. In particolare abbiamo anche visto un enorme cannocchiale che "sbirciava" un'aquila che costruiva il suo nido su uno dei palazzi che circondano il parco.

Lunedì ci svegliamo con la pioggia... ma, seguendo le previsioni, avevamo programmato la visita al Palazzo dell'ONU. Abbiamo visto le stanze più importanti di quello che è di fatto il governo del mondo. Nel pomeriggio abbiamo terminato il nostro shopping (come se le nostre valigie non fossero già abbondantemente stracolme) e ci siamo goduti New York sotto la pioggia che, tanto per cambiare, ha un fascino incredibile.

 

 

 

 

 

 

 

Martedì è il giorno della partenza, al mattino ce la siamo presi con molta calma,  siamo usciti per colazione e prima di pranzo ci siamo rilassati al parco... eravamo stanchi, ma soprattutto tristi perché stavamo per lasciare questa meravigliosa città

 

Il viaggio di ritorno è stato più breve dell'andata, un po' grazie ai venti e un po' perché ce lo siamo dormito quasi tutto :-).

 

E' stata una bellissima vacanza, divertente, emozionante e sicuramente stancante dal punto di vista fisico. Sono contento di esserci andato coi miei cugini che da sempre considero come dei fratelli.