Il mio piccolo cucciolo

 

 

Va va va che bello...

 

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Scorreva lento il dito sul registro....no, non doveva interrogare, doveva "assegnare" i cuccioli della sua gatta.

Faceva sempre così la mia prof. di ragioneria, quando la sua gatta partoriva cercava di distribuirli fra i suoi studenti.... e ci riusciva sempre, chi osava dirle di no?

Con il dito arrivò in fondo all'elenco e si fermò sul mio nome: quella volta toccava a me! Provai a rifiutarlo, dissi che ne ero allergico... tutte parole al vento.

Era il 31 ottobre 1993, due giorni dopo avrei avuto un gatto.

Me lo portò all'ora di pranzo, in una scatola di cartone.... un piccolo, piccolo cucciolo di soriano, già con la sua dotazione: una scatola di mangime e una pallina per giocare!

La prima notte fu tragica... il piccolo piangeva, voleva la mamma.... la sua mamma, voleva entrare nelle nostre stanze, ma noi c'eravamo imposti che mai vi avrebbe avuto accesso.

Passavano i giorni e cominciavo a prendere confidenza con il piccolo Zoran (dal nome di un giocatore della Juve di allora)... era tremendo, si faceva le unghie su tutti i mobili, ma anche sulle nostre braccia e gambe, mordicchiava le tende.... c'è da dire che, per fortuna, era educato dal punto di vista igienico e per i suoi bisogni usava sempre la cassettina. Ma era anche tanto dolce e affettuoso, trascorreva le mattine in braccio a mia madre, adorava coccolare e farsi coccolare. Il pomeriggio, verso le due, si piazzava davanti alla mia mia porta in attesa di entrare e di prendere posto sul letto... già, mi faceva compagnia anche nella "pennichella".

Volavano gli anni e il piccolo Zoran cresceva e diventava quel gattone che è adesso.

Una sera, mentre ero a Milano, tornò a casa più malconcio del solito, aveva litigato con qualcuno che non era il solito rivale a quattro zampe.... aveva le costole rotte, poverino, ricorderò sempre i suoi strazianti versi che sentii attraverso il telefono... non trovai mai il responsabile e questo, per lui fu la salvezza... l'avrei massacrato, come lui aveva fatto col mio cucciolo.

Un pomeriggio lo vidi riverso sul pavimento in salotto, faticava a respirare e perdeva la bava.... lo caricai in auto e superando tutti i limiti (anche quello del suono) lo portai dal veterinario. Era grave, ma ce la fece! Mi dissero che se fossi arrivato con 15 minuti di ritardo l'avrei perso....

Zoran per noi è uno della famiglia, mangia con noi, viaggia con noi.... lui è Zoran Weber di Moena!

 

Non è mai facile parlare della morte di qualcuno... soprattutto se quel qualcuno ha vissuto con te per otto, lunghi anni... il male che ha ucciso Zoran... ha ucciso il suo corpo ma non la sua anima... non il suo ricordo... e quel piccolo gattino che guardava il cielo, ora dal cielo ci guarda e ci saluta come ha fatto per tutta la vita... non ti dimenticherò mai... TI VOGLIO BENE!