Tuuummm e nella valle riecheggia un colpo fortissimo...

 



 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ci siamo alzati quando Moena dormiva ancora e siamo partiti con il buio.

Erano circa le cinque quando siamo usciti di casa.... in un fresca mattina di inizio settembre. Quel giorno avevo deciso di accompagnare mio padre a caccia.

Non sono mai stato un amante di questo sport, non mi andava di alzarmi presto, farmi camminate di ore, in silenzio, per poi stare fermi, immobili, per altre ore. Non avevo mai capito che il bello è proprio questo, svegliarsi all'alba e andare a vivere il bosco, cercando di integrarsi e di rispettarlo il più possibile, dai colori dell'abbigliamento ai rumori, del tutto impercettibili, dei nostri passi sulle foglie staccate dal vento dell'autunno imminente.

Siamo arrivati sul posto verso le 6, ci siamo preparati, colpi nel fucile, binocoli al collo, zaini in spalla e via attraverso un prato, un bosco, una radura e poi ancora un prato, un bosco e un'altra radura. Portavo anfibi e pantaloni militari, per il resto mi ero affidato al fornitissimo guardaroba di mio padre. Era stata una notte di luna piena e quella mattina c'era la nebbia a coprire le vette delle montagne, era probabile che i caprioli avessero scelto il buio per girare e mio padre dubitava che la giornata fosse quella giusta. Abbiamo camminato un po', non molto, mio padre davanti a fare strada e dettare il passo e io dietro come un fedele portatore sherpa dell'Himalaya. Ci siamo fermati nei pressi di una baita di emergenza, mio padre aveva visto qualcosa, no, non uno splendido cervo, quanto un altro cacciatore che ci aveva anticipati, che aveva avuto la stessa nostra idea..... ci siamo fermati circa un'ora con lo sguardo che, attraverso il binocolo, scrutava la montagna, ma con un occhio anche ai movimenti del nostro "ospite".... sembrava avesse visto qualcosa, sembrava sul punto di sparare, poi più nulla, la scena si ripete, una, due, tre volte, ma niente nessun colpo viene esploso, dopo un po' si stufa e se ne va.

Ci rimettiamo in marcia.

Passiamo sulla postazione fino a pochi minuti prima occupata, non ci fermiamo: "Facciamo un po' di caccia nel bosco", mi dice mio padre e ci inoltriamo nel fitto, fra abeti, larici e cirmoli, sempre attenti a non fare rumore e a sentire quelli che gli animali potrebbero fare. Vediamo impronte ed escrementi, ma niente di più, ogni tanto ci accucciamo, guardiamo, ascoltiamo e soprattutto contempliamo questi paradisi, queste zone in cui l'esperienza e l'intelligenza degli "jager" si misura con l'olfatto, la vista e l'udito degli ungulati. Usciti dal bosco ci fermiamo nella postazione precedentemente occupata, sono le 10 oramai, il sole è già alto, ma non abbiamo ancora visto nulla. Chiacchieriamo, mangiamo e dormiamo anche un po'....... ma alle undici le nostri menti intorpidite dal tedio e dalla stanchezza vengono risvegliate da una scossa di adrenalina fortissima... abbiamo avvistato qualcosa, è stata più la percezione di un movimento.... di qualcosa che scappava dietro i cespugli. Ci rimettiamo in attività, entrambi con gli occhi fissi attraverso i binocoli..... "eccola!" - dice mio padre..... "è una femmina però!" aggiunge poco dopo.... "stai attento, dove c'è una femmina c'è spesso anche il maschio", mi avverte, forte di un'esperienza oramai trentennale..... e lo vedo, uno splendido maschio dal manto rossiccio sbuca da dietro un larice, lo dico a mio padre, ora il suo occhio guarda attraverso il cannocchiale del fucile, i nervi rilassati ma pronti e il dito sul grilletto, ma il capriolo si nasconde..... lo cerchiamo, affannosamente e proviamo ad intuire il punto da cui sbucherà..... "rieccolo!", devo trattenermi dall'urlare.... ci siamo, il cuore mi batte forte nell'attesa del colpo...... TUUUMMM e nella valle riecheggia un colpo fortissimo, allontano gli occhi dal binocolo, ma li riavvicino giusto in tempo per vederlo scappare.... lontano.... salvo. Minuti di silenzio, mio padre non è abituato a sbagliare, è deluso, lo si vede, lo si sente.... ma era un tiro difficile, distante e con poco, troppo poco tempo a disposizione...... aspettiamo, ma è ovvio che il nostro avversario di oggi è ben lontano e al sicuro... e verso mezzogiorno torniamo mestamente alla macchina.

La caccia è questo... nulla di crudele, nulla di sadico e come nella vita di tutti giorni, si vince e si perde... quel giorno abbiamo perso noi, quel giorno ha vinto il capriolo.... evviva il capriolo!!