Un anno vissuto comodamente...

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Quando mi è arrivata la cartolina sinceramente ci sono rimasto di mer... ehm di sale. Era un cartoncino azzurro, diciamo 10 centimetri per 10, ed in fondo, alla voce DESTINAZIONE c'era scritto: SCUOLA ADDESTRAMENTO RECLUTE A.M. - TARANTO - Ma dove cazzo è Taranto? E soprattutto cosa cazzo è la A.M.? Come tutti i miei paesani pensavo di fare il militare negli alpini, destinazione Merano, l'idea di farla in Aeronautica e soprattutto così lontano mi sorprese e non poco. Più di me colpì mia madre e mia nonna che per 2 giorni non fecero altro che piangere. Era il 31 luglio 1996, di lì a poco sarei partito.

Il 1 settembre arrivò velocemente e quel giorno, che tutti noi ragazzi aspettiamo, con poca felicità a dire il vero, era arrivato, avrei passato un anno con una divisa addosso, a dormire con degli sconosciuti, a fare cose del tutto incomprensibili e naturalmente a fischiare dietro alle ragazze (altrimenti che razza di milite sarei??). Il primo mese in realtà non fu traumatico, la mia camerata era composta da bravi ragazzi, durante il giorno ci si annoiava nella sala istruzioni, ma soprattutto si passava il tempo in coda per qualsiasi cosa: per andare in bagno, per fare colazione, per vestirsi, per fare le vaccinazioni, per pranzare, per fare la doccia, per uscire e poi per rientrare, per telefonare e per lavarsi i denti.... insomma si faceva una coda per tutto. Era bello uscire alle 5, girare un po' per la città godendosi gli ultimi scampoli della torrida estate pugliese. In men che non si dica arrivò il 25 settembre, il giorno del Giuramento. Vi dirò: l'idea della manfrina di questa cerimonia non mi aveva mai interessato, mi sembrava una scemenza, ma il sapere che da Milano erano scese mia madre e mia zia o che attorno al piazzale c'erano migliaia di persone accalcate per vederci, aveva suscitato in me la voglia di farlo, di marciare, cantare ed urlare..... e così fu, ero gasattisimo, mentalmente tenevo il tempo per i passi, ricorderò sempre quella frase pronunciata dal comandante della base:

- "Reclute del 9° scaglione '96, lo giurate voi?"

e noi:

- "Lo giuro!"

Un'emozione fortissima che solo chi l'ha provata può sapere quanto.

Due giorni dopo partimmo per le nostri destinazioni finali, la mia fu Milano, al Comando della Prima Regione Aerea. Dopo qualche giorno di "limbo" fui assegnato alla segreteria tecnica dell'autoreparto, sotto il comando dell'Aiutante Scarantino, del Maresciallo Tuveri e con i compagni Riccardo Castellano ed Andrea Radice. Mi integrai subito, mi trovavo molto bene e poi ero veramente fortunato, prestavo sevizio a 500 metri da casa di mia nonna. La mia giornata cominciava alle 8 e finiva alle 16.30, avevamo venerdì pomeriggio, sabato e domenica liberi. Io mi occupavo di tutte le pratiche sugli incidenti che i miei compagni autisti erano soliti fare e questo compito mi dava l'opportunità, circa una volta in settimana, di andare in Milano a sbrigare delle pratiche, libertà che noi gestivamo alla grande. Ricordo pranzi al McDonald's, all'Esselunga, panini e focacce, ma anche il gelato in Piazza del Duomo e l'aperitivo in Galleria. Castellano ed io formavamo una coppia eccezionale sempre pronta a sfruttare le possibilità che il nostro servizio ci dava, per cui shopping in Corso Vittorio Emanuele, ma anche il caffè all'aeroporto di Linate o il ghiacciolo allo SCUPPAM, il circolo ricreativo riservato a ufficiali e sottufficiali. Non mancarono nemmeno le bravate, come inzuppare d'acqua i passanti nelle giornate di pioggia, usare sempre la corsia riservata per le trafficate vie di Milano, lasciare la macchina incustodita mentre ci si mangiava un panzerotto, oppure girare in ambulanza con la sirena accesa, così per veder l'effetto che fa. Nonostante questo Riccardo ed io eravamo bravi nel nostro lavoro e ciò ci aveva fatto guadagnare la stima e la fiducia dei nostri superiori, compreso il maggiore Paone, che ci permisero cose mai viste prima per due semplici avieri.

E così l'anno che doveva essere buttato via si è rivelato un anno guadagnato, per le conoscenze, come i già nominati superiori e per le amicizie, Riccardo, Gabriele, Massimiliano, Marco e Luca, ma anche per aver conosciuto meglio Milano, per aver vinto la paura del traffico e per avere guadagnato la patente per la moto.

Il 18 agosto 1997 urlavo "MAI PIU'!" sul piazzale della mia caserma, avevo finito la naja.... ero contento certo, ma un po' di tristezza c'era in me: lasciavo persone eccezionali e un ambiente divertente, una divisa affascinante e una città coinvolgente.